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Pietro Leemann

Lo Chef Pietro Leemann nasce a Locarno, in Svizzera, nell’estate del 1961. Sin da piccolo coltiva (in tutti i sensi) l’amore per la terra e la natura, giocando e lavorando con i genitori nell’orto di famiglia. Un’esperienza altamente significativa che egli stesso considera come la sua prima formazione. Nel 1976, folgorato da una bavarese alla vaniglia del grande cuoco ticinese Angelo Conti Rossini, decide di diventare cuoco e si apre per lui un lungo periodo di studio alla corte di maestri come lo stesso Conti Rossini, Gualtiero Marchesi e Frédy Girardet, da cui acquisisce i principali fondamenti di cucina tradizionale italiana e francese, prima di partire per l’Oriente dove si avvicina a una spiritualità nuova. Tornato in Italia, nel 1989, con un gruppo di amici apre a Milano il proprio ristorante vegetariano gourmet a cui dà un nome fortemente evocativo: “Joia”, primo ristorante vegetariano europeo a essere premiato con la prestigiosa stella Michelin nel 1996 e a oggi unico stellato “veg” in Italia. Dopo ventisei anni il Joia è dunque considerato la più importante realtà in Europa nel mondo della cucina verde, etica e sostenibile di cui lo Chef Leemann è indiscusso precursore.

Nel 2015 è stato Chef Ambassador di ExpoMilano.

Ha scritto otto libri di cultura alimentare e ricette, ultimo dei quali “Veg per scelta” (Giunti Editore) insieme all’amico giornalista Gabriele Eschenazi con cui ha fondato “The Vegetarian Chance”, il primo festival internazionale di cultura e cucina vegetariana.

Lo Chef Leemann è impegnato in numerosi progetti con aziende ed enti (pubblici e privati) con l’obiettivo di divulgare la propria filosofia di vita e cucina.

 

Abstract dell’intervento

TITOLO
Non abbandonate le verdure in frigorifero
SOTTOTITOLO
Aspetti psico-sensoriali della sana alimentazione
ABSTRACT
I dati epidemiologici segnalano il preoccupante aumento dei casi di sovrappeso, di obesità e di patologie ad essi correlate (malattie cardiovascolari, diabete 2, alcuni tipi di tumore, ecc.). Nello stesso momento siamo circondati da un’enormità di informazioni circa i contenuti calorici e nutrizionali dei cibi, i modi per prepararli in ricette più o meno salutari, i modi per seguire una dieta dimagrante più o meno miracolosa.
Come è possibile che sappiamo tanto sul cibo sano ma, alla fine, mangiamo male e spesso ci ammaliamo? Ci possono venire in aiuto la neurofisiologia, che ha spiegato alcuni dei potenti effetti che il cibo esercita sul nostro cervello, e la psicologia, che ha compreso alcune strette relazioni tra stati emotivi, relazioni umane ed alimentazione.
Obiettivo della presentazione sarà quindi illustrare alcune delle relazioni, intense ed apparentemente invisibili, tra il funzionamento del cervello ed il cibo che mangiamo.

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